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Le prime esperienze lavorative

Dal 1984 al 1990
Maturità tecnica conseguita nel 1984 presso l'I.T.I.S Pino Hensemberger di Monza, Perito Industrie Metalmeccaniche. La specializzazione è stata un ripiego alle naturali e post-adolescenziali velleità. Ho trascorso un anno sabbatico conciliando intensivi allenamenti di Judo con sporadiche apparizioni nel mondo di lavoro. Poi è stato l'anno di leva militare, cominciato nei carabinieri e terminato nel Genio Pionieri. Poi ho cominciato la libera professione.
Le prime righe sul tavolo da disegno "le ho tirate" a china con i Rapido-Graf in uno studio di Architettura di Milano e poi in forma associata con un ingegnere termotecnico sempre a Milano. Correvano in pieno gli anni 80, era appena stata emanata la Legge 818/84 e cominciai a districarmi in tra i disposti di legge e i primi calcolatori. Si lavorava ancora in ambiente DOS e l'elettronica stava entrando con prepotenza in gioco; rapido e computer Olivetti, che accoppiata pionieristica! Ma fu l'acquisto del primo fax che mi fece strabuzzare gli occhi. Non esistevano i plotter per noi professionisti di piccolo cabotaggio, si disegnava a mano sui lucidi e si producevano le eliocopie nelle camere ad ammoniaca. I lucidi poi si duplicavano con radex. Insomma un altro mondo, e ripercorrerlo scrivendo queste righe mi lascia uno strano sapore.
Nel 1987 dopo un paio d'anni di lavoro "matto e disperatissimo" decido di iscrivermi alla Facoltà di Ingegneria presso il Politecnico di Milano. Corso serale per lavoratori studenti. Poco avvezzo allo studio mi scontro con una realtà studentesca appena immaginata. Furono anni faticosissimi. E il lavoro aumentava sempre più.

Dal 1990 al 1992
Abbandonata la collaborazione con l'ingegnere termotecnico, formativa ma senza possibilità di crescita sia economica che professionale, decido di lanciarmi nella mischia da solo. Avevo acquisito una certa dimestichezza con le normative tecniche, cosa abbastanza anomala per un giovane venticinquenne. La mia giovane età non mi spaventava, mi confrontavo spesso con colleghi professionisti più anziani e non provavo quel timore reverenziale tipico delle giovani leve. Il mio ego era rafforzato soprattuto dai "relativi" successi presso la facoltà di ingegneria; dopo 5 anni avevo sostenuto una ventina di esami e cominciavo la carriera universitaria fuoricorso, in parte giustificata dal mio impegno professionale full-time.

Dal 1993 al 1994
La crisi economica incipiente mi aiutò in qualche modo. Mancavano ancora 4 o 5 esami, e avevo da poco cominciato una tesi poco gratificante su un impianto cittadino di trattamento delle acque reflue. Quasi per gioco decisi di particpare ad un concorso per usufruire di uno dei primissimi scambi interculturali europei. Lo vinsi, scelsi come destinazione Cork, in Irlanda. Dovevo completare lo stage in 6 mesi e invece rimasi quasi due anni, arrabattandomi tra la borsa di studio e altri progetti europei finanziati. Imparai nuove materie con un approccio più scientifico che tecnico, mi occupavo di modellazione matematica e di calcolo numerico, imparai a programmare in Fortan e a confrontarmi con studiosi e scienziati del mondo occidentale. Mi sentivo invincibile. Ma ci volle poco per capire che era un ambito poco gratificante da praticare e sviluppare in Italia. Da lì a poco sarei rimpatriato.

Dal 1994 ad oggi
La crisi economica stava per terminare, una nuova era cominciava, rinvigorita e alimentata dalla new economy. Dovevo in qualche modo recuperare un terreno professionale abbandonato da tempo; alcuni clienti mi rimasero affezionati, altri mi dimenticarono, ma nuovi settori e discipline si stavano aprendo. Le prime società di servizi di piccole dimensioni cominciarono a proiettarsi nel mercato con un piglio più commerciale che tecnico. Mi proposi come partner ideale per quelle aziende che avevano intraprendenze commerciali ma poche conoscenze tecniche. Acquisito e metabolizzato il bagaglio di precedenti esperienze tecnico-normative, frutto della mia attività negli anni precedenti in Italia, e forte della validissima preparazione scientifica costruita nel centro di ricerche a Cork, mi proposi come tecnico ad alta specializzazione e competenza.
Fondai e costituì, grazie al contributo di alcuni amici, una rete di collaborazioni professionali (engineering network).
Entro pochi anni con alcuni di loro mi associai, fondammo poi una Società  di Ingegneria con  oltre dieci collaboratori. Eravamo impegnati nell Progettazione Architettonica, di Impianti, di Stutture, ma anche in settori specialistici come la progettazione Antincendio e Acustica. Diventammo General Contractor per importanti opere di ingegneria realizzate in Italia. Nel 2002/2003 chiudemmo al Società (anche se l'epilogo lascerà i segni per molti anni) e proseguimmo in forza associata io, mio fratello Alessandro e l'amico Alessandro Sirtori.
Dal 2009 operaviva engineering network si fonde  nello Studio Binarelli, con nuovi collaboratori e dipendenti, e si concretizzano nuove partnership e partecipazioni con altre Società  di Consulenza e anche Società impegnate nella realizzazione di opere edili, impianti specialistici, nella sicurezza e nell'ambiente.  








Claudio Binarelli
22-a
Classe 1965, divido da quasi 15 anni lo stesso tetto con Daniela con la quale ho avuto due bellissimi fligli, Pietro e Lea, piccoli e adorabili.

"Workahoolic", ma con molte passioni, spesso viscerali, alcune abbandonate per problemi ortopedici e di anagrafe (il judo), altre sempre presenti e che condivido fortunatamente anche con la famiglia:
la barca a vela e la fotografia. .

Bellepoxy, che condivido con due grandi amici, è ormeggiata a Trieste  mentre le mie reflex a pellicola e digitali Nikon mi accompagnano in ogni mio viaggio, ad ogni gita, in ogni escursione.


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